Un cucciolo esposto dietro un vetro attira l’attenzione. Si avvicina, cerca un contatto, suscita tenerezza.

Ed è proprio questo il problema.

Il nuovo regolamento europeo sul benessere e la tracciabilità di cani e gatti interviene sulle modalità con cui gli animali vengono tenuti nei negozi e nelle altre strutture di vendita.

Ma è corretto dire che vieta i cuccioli in vetrina?

Non esattamente.

Il regolamento non introduce un divieto generale dei negozi di animali e non contiene una disposizione formulata semplicemente come “divieto di esposizione in vetrina”.

Stabilisce però che gli operatori non possano tenere cani e gatti nei cosiddetti “container”.

Con questo termine non si intendono soltanto i trasportini. La definizione comprende casse, box, gabbie, recipienti e altre strutture mobili utilizzate per confinare un animale.

Il legislatore europeo richiama espressamente la situazione di alcuni negozi nei quali cani e gatti vengono tenuti in spazi limitati, spesso delimitati da pareti trasparenti ed esposti continuamente al pubblico.

Una condizione che può creare stress, impedire comportamenti naturali e favorire l’acquisto d’impulso.

IL DIVIETO È ASSOLUTO?

Sono previste alcune eccezioni, limitate a circostanze particolari:

• trasporto dell’animale;
• isolamento individuale per un periodo breve;
• partecipazione a mostre, esposizioni o competizioni;
• cuccioli con ridotta capacità di regolare la temperatura corporea;
• cuccioli o gattini tenuti temporaneamente insieme alla madre.

Anche in questi casi devono essere ridotti al minimo lo stress e la sofferenza. L’animale deve almeno poter stare in piedi, girarsi e sdraiarsi in una posizione naturale.

NON BASTA TOGLIERE LA GABBIA

Il regolamento introduce anche requisiti positivi: non si limita a vietare determinate strutture, ma stabilisce ciò che deve essere garantito agli animali.

Gli spazi dovranno consentire il movimento e i comportamenti propri della specie. Dovranno essere presenti occasioni di socializzazione, arricchimenti ambientali e condizioni adeguate di luce, temperatura, pulizia e riposo.

Per i cani di età superiore alle otto settimane non sarà possibile una permanenza esclusivamente al chiuso: dovranno avere accesso quotidiano a un’area esterna oppure essere portati a passeggio, per almeno un’ora complessiva al giorno.

Sono previste anche superfici minime. A seconda delle dimensioni, lo spazio destinato a un singolo cane varia da 4 a 10 metri quadrati. Per un gatto è prevista una superficie minima di 3 metri quadrati, oltre alle strutture necessarie per arrampicarsi, nascondersi e riposare.

E IN ITALIA?

In Italia non esiste attualmente un divieto nazionale uniforme dell’esposizione di cani e gatti nelle vetrine dei negozi.

La materia è disciplinata soprattutto da leggi regionali e regolamenti comunali. Alcuni territori vietano l’esposizione in vetrina; altri la consentono entro determinati limiti di tempo o imponendo schermature, riposo e requisiti minimi; altri ancora si affidano prevalentemente alle norme generali sul benessere animale.

Rimangono comunque applicabili le disposizioni penali contro il maltrattamento e contro la detenzione in condizioni incompatibili con la natura dell’animale e produttive di gravi sofferenze.

Questo significa che oggi la stessa modalità di esposizione può essere disciplinata diversamente a seconda del luogo in cui si trova il negozio.

Il regolamento europeo introduce invece una base comune: nessun cane o gatto potrà essere trattato come un prodotto da sistemare in una teca.

NON È SOLTANTO UNA QUESTIONE DI SPAZIO

L’esposizione in vetrina trasforma un essere vivente in una sollecitazione commerciale.

Il cucciolo viene visto, desiderato e acquistato nel giro di pochi minuti, spesso prima che la persona abbia valutato costi, tempo, responsabilità e bisogni dell’animale.

Per questo il regolamento collega le condizioni di detenzione alla prevenzione degli acquisti impulsivi e alla promozione del possesso responsabile.

La vera novità europea non è, quindi, un semplice divieto del vetro.

È il superamento di un modello nel quale il cucciolo può essere confinato ed esposto come qualsiasi altra merce.

Le nuove disposizioni, inoltre, non saranno operative tutte immediatamente: il regolamento prevede periodi transitori differenti, necessari per consentire alle strutture di adeguare spazi e organizzazione.

La direzione, però, è chiara:

un animale può essere affidato o ceduto, ma non dovrebbe mai essere messo in mostra come un oggetto da comprare d’impulso.